Negli anni ’40 abitavo in centro: durante la guerra anche pagando era difficile trovare da mangiare, allora mamma e io venivamo a piedi qui alla Cascina San Protaso.
Arrivavano anche altre donne delle cascine più lontane con i loro pochi prodotti e riuscivamo, col mercato nero, a tornare a casa con qualche uovo, un salame o una gallina, della frutta.
Quando poi nel ’44 la nostra casa fu bombardata sfollammo qui dove conoscevamo una contadina che ci ospitò fino a quando il babbo tornò dal fronte.
Ci trasferimmo a Lambrate, poi combinazione ho sposato “uno del Giambellino” e sono venuta ad abitare in zona, ne sono felicissima, ma mi piange il cuore se penso a tutti quei bei campi e orti che non ci sono più.
La cascina di San Protaso
