Ricordo che da bambino, nei primi anni ‘50, alla domenica venivo qui con il mio papà: c’erano solo prati, campi. La Cascina San Protaso non era ancora stata abbattuta.
C’era un tiro a segno, dove ora c’è il semaforo con la via Tolstoj, e un signore, all’interno della chiesetta di San Protaso, vendeva le cartucce.

Il tiro a segno