Non esistono documenti ufficiali che possano certificare la data di costruzione dell‘Oratorio di San Protaso al Lorenteggio o attribuire con certezza all’uno o all’altro autore l’esecuzione degli affreschi che impreziosiscono le sue pareti.
Non si hanno neppure notizie certe sull’uso che ne fu fatto nei secoli e chi ne siano stati negli anni tutti i fruitori.
I pochi cenni storici, talvolta anche contraddittori, di cui siamo in possesso, si fondono sovente con leggende o racconti tramandatici oralmente fino ad oggi.
La vicina Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio Grande, che ha molto in comune con il nostro Oratorio, ci è stata utile per ricostruire una parte di storia della nostra chiesina, ma siamo certi che molto resterà purtroppo ancora sconosciuto.Le nostre ricerche presso fonti ufficiali continuano; lo scopo del nostro sito è essenzialmente quello di mettere un po’ d‘ordine tra le tante notizie divulgate e di trasformare in certezza alcuni passaggi della sua storia, che per ora possono solo essere accompagnati dal dubbio.
Nulla comunque che dovessimo ancora scoprire sull’Oratorio di San Protaso al Lorenteggio potrebbe stupirci.
Il “si dice”, il “pare che” o il “si narra” sono quindi d’obbligo quando raccontiamo fatti che vedono protagonista questo antico edificio, per non rischiare di divulgare informazioni che potrebbero rivelarsi infondate.
San Protaso Vescovo
Edificato dai Monaci Benedettini di San Vittore al Corpo, intorno all’anno 1000, il piccolo Oratorio di San Protaso al Lorenteggio fu dedicato a San Protaso, ottavo Vescovo di Milano.
Il suo episcopato durò dal 328 fino alla sua morte, avvenuta il 24 novembre 344, giorno in cui la Chiesa Cattolica lo ricorda.
La tradizione narra fosse membro della aristocratica famiglia milanese degli Algisi.
Si batté contro l’arianesimo difendendo S. Atanasio d’Alessandria dalle accuse rivoltegli dall’imperatore Costante I nel processo svoltosi durante il Concilio di Sardica (343/44).
Affresco raffigurante San Protaso Vescovo presente nella cripta di San Vittore al Corpo, dove è sepolto
Alla sua morte, la sua salma venne traslata nella Basilica di San Vittore al Corpo a Milano, dove sono raccolte le spoglie di altri illustri martiri.
Ne confermano la sepoltura nella Basilica un affresco che lo raffigura, nell’intradosso dell’arco absidale della cripta della Basilica, nonché il fregio con il suo nome, presente nelle volte a crociera del soffitto, dove sono menzionati tutti i santi martiri ivi sepolti.
Fregio presente nel soffitto della cripta di San Vittore al Corpo
Il piccolo “Oratorio di San Protaso al Lorenteggio ” resiste stoicamente nello spartitraffico della via Lorenteggio, mentre auto, scooter ed bus di linea le sfrecciano accanto in entrambe le direzioni, sembra quasi un miracolo: nella sua millenaria vita ha però rischiato più voltee per diverse motivazioni, di essere demolito.
La costruzione non è in linea con la via Lorenteggio ma forse lo era con la strada che, dalle mura medievali di Milano, usciva dalla Pusterla di Sant’Ambrogio e muoveva verso ovest, costeggiando il canale dell’Olona.
Era probabilmente in linea con il solstizio d’estate, come in uso anticamente, infatti “pare che” l’Oratorio di San Protaso al Lorenteggio, come del resto molte altre chiese cristiane, (la stessa chiesa primitiva di San Cristoforo sul Naviglio Grande) sia stato edificato sui resti di un tempietto pagano.
Un blocco di serizzo, una pietra granitica, con graffiti, inglobata nell’angolo in basso a sinistra della facciata, “si dice“ci riporterebbe addirittura ad epoca etrusca.
Questa affermazione ci lascia un po’ perplessi, non essendoci in Lombardia altre tracce di civiltà etrusca, ma piuttosto di Insubri, popolazione stanziatasi nell’Italia nord-occidentale.
Sulla loro appartenenza etnica vi sono tuttora numerosi dubbi, essendo scarsi e in pessime condizioni i reperti archeologici ritrovati.
Gli Insubri furono soppiantati nella zona della pianura padana dai Celti.
Oratorio di San Protaso al Lorenteggio lato ovest
Importanti ritrovamenti archeologici, riferibili ad una necropoli di una certa rilevanza, fatti a seguito di scavi nel territorio agricolo limitrofo, confermerebbero comunque che la zona era già abitata in epoca preromana.
L’Oratorio di San Protaso al Lorenteggio sorse circa mille anni fa, tra campi e marcite, in un territorio che all’epoca apparteneva al Comune dei Corpi Santi, fuori Porta Vercellina; passò poi al Comune di Laurentiglio, antico nome del Comune di Lorenteggio che nel corso dei secoli ha visto espandersi e contrarsi il proprio territorio, fino a sparire completamente, nei primi decenni del secolo scorso, inglobato nel Comune di Milano.
Oratorio di San Protaso al Lorenteggio negli anni ’50
Il “Comune di Lorenteggio” comprendeva diversi complessi rurali, sparsi nella campagna, tra cui le cascine: Arzaga, Cassinetta, Castena, Corba, Filippona, Robarello, San Protaso, e ville residenziali quali il Palazzotto del Lorenteggio e Villa Restocco.
Queste costruzioni sono state quasi tutte abbattute, e con esse sono stati distrutti tanti ricordi del nostro passato.
Per non perdere completamente la storia del nostro quartiere Gabriele Pagani ha raccolto, con una minuziosa ricerca, documenti, immagini, racconti e tradizioni riuscendo così a ricostruire l’identità agricola di questo territorio, ormai dimenticata.
Il suo libro: “L’antico Comune di Lorenteggio” sarà una valida memoria per chi ha conosciuto questi luoghi scomparsi, ma anche per le prossime generazioni che abiteranno nel quartiere, e non solo.
Questo antico latifondo è stato infatti importante per la storia di tutta la nostra città.
Il cippo di confine del Comune
Il cippo di confine, risalente al 1800, divideva il Comune dei Corpi Santi, zona appena fuori le mura medievali della città, dal Comune di Lorenteggio, che nei secoli ha più volte cambiato i propri confini: comune autonomo comprendente varie cascine, ridotto a latifondo ed accorpato ad altri comuni, dipendente dall’una o dall’altra pieve, fino ad essere inglobato nel Comune di Milano.
Il cippo in pietra è stato ritrovato in zona Inganni, quasi completamente interrato, durante dei lavori di scavo, per la costruzione di nuovi palazzi e posto il 30/11/2008 sul sagrato dell’Oratorio di San Protaso al Lorenteggio, unico testimone della storia del nostro antico borgo.
Frammento di cartina risalente al 1924 che riporta già il tracciato della via Lorenteggio e mostra l’esatta ubicazione della cascina San Protaso
Questa costruzione infatti risale solo a qualche secolo fa, sorta sui resti di altro edificio più antico e coevo all’Oratorio, ricostruito completamente o semplicemente ampliato e ristrutturato, e che potrebbe essere stato inizialmente un monastero, riconvertito in cascina a seguito dell’abolizione degli ordini religiosi in epoca napoleonica.
Dove c’erano campi e risaie sono state edificate le scuole materna, elementare e media di Via Zuara, e lo spazio verde conosciuto nel quartiere come “i giardini della rotonda” che separano le scuole dalla via Lorenteggio.
Dove sorgeva l’antica Cascina San Protaso è stato edificato il complesso residenziale della Reale Mutua all’angolo tra via Lorenteggio e via Tolstoj, strade che nei primi anni ‘20 erano già state tracciate.
Gli orti che si trovavano nei pressi dell’oratorio sono stati sacrificati per la costruzione della via Lorenteggio.
Cascina San Protaso demolita negli anni ’60






