L
‘Oratorio di San Protaso al Lorenteggio ancora una volta è sopravvissuto, ma versa in uno stato di totale abbandono: l’intonaco è scrostato in più parti, il tetto sta per cedere e la natura sembra avere il sopravvento sulla piccola costruzione: erbacce e lucertole.
Gli affreschi sono ormai quasi invisibili, anneriti dallo smog delle auto che le transitano  accanto e dei  riscaldamenti delle case che la circondano e ancora dalle   muffe per mancanza di circolazione d’aria e dal fumo dei ceri accesi per avere una grazia: urge un  radicale intervento di restauro.
Passeranno ancora 30 anni, da quella mattina del ’56 in cui ha rischiato per l’ennesima volta la demolizione, prima che una cordata di finanziatori renda possibile gli  attenti restauri della nostra “gesetta di’ lusert”.


La”gesetta di’ lusert” negli anni ’80 prima del restauro
foto tratta da un articolo di R.Perelli sulla rivista
Cà de sass del 1987

In testa alla cordata il Lions Club Milano Host, che finanzia gran parte delle spese, ed il cui socio l’arch. Luigi Maria Guffanti, ne fa gratuitamente il progetto, poi ancora la Fondazione Cariplo ed altri Istituti Bancari, l’Ascoloren (Associazione Commercianti del Lorenteggio).

Anche molti semplici cittadini, abitanti della zona, hanno voluto partecipare con il loro contributo a questa sottoscrizione, per ristabilizzarne la struttura e  recuperare i suoi antichi affreschi.

Il restauro conservativo, che ha interessato sia l’esterno che l’interno della costruzione, è avvenuto nel 1986, è stato seguito dall’arch. Luigi Guffanti econdotto in collaborazione e con il benestare della Saprintendenza ai Beni Architettonici e Culturali, che sembrerebbe però non aver posto alcun vincolo conservativo sulla costruzione.
Il restauro h
a comportato, per l’intervento esterno il rifacimento dell’intonaco: è stato realizzato utilizzando malta di calce e sabbia in percentuali atte ad ottenere i colori originali, mantenendo in vista i blocchi di serizzo agli angoli della facciata, che sono gli unici inserti in pietra nella struttura in laterizio.

Dopo la scrostatura dei muri esterni è stato messo in evidenza il voltino in mattoni  presente sulla parete di sinistra: la finestra era stata chiusa forse in occasione di precedente restauro, con molta probabilità quando è stata affrescata la parete interna corrispondente con essa, nel XV secolo, nella quale è stata aperta una feritoia.

Anche sul lato destro della chiesetta era presente una finestra, poi chiusa, ora sono presenti due feritoie ogivali.

Il tetto è stato rimosso per permettere l’inserimento di guaine impermeabilizzanti, riposizionando poi, in identica maniera, i coppi originali rimossi.

Il restauro interno ha previsto il rifacimento completo del soffitto in legno a cassettoni, ammalorato a causa di importanti infiltrazioni dal tetto, rispettando lo schema di quello primitivo e le dimensione dei singoli riquadri.
Si è provveduto alla tinteggiatura delle pareti, al distacco degli affreschi che sono stati restaurati, presso il laboratorio del Castello Sforzesco, e riposizionati a fine lavori.

Oratorio San Protaso al Lorenteggio pavimentazione nella zona absidale

Il tanto nominato cunicolo che si dice portasse verso le mura della città era invece già stato chiuso, probabilmente in fase di posizionamento dell’altare.
L’oratorio è stato dotato di impianto elettrico ed è stato creato un sagrato di ciottoli di fiume, coerente con l’età della chiesetta, delimitato  da una ringhiera, cui si accede da una piccola scalinata e da una rampa per carrozzine.

Oratorio di San Protaso al Lorenteggio
dopo i
lavori di restauro, nel giorno
dell’inaugur
azione 19 settembre 1987

Illustrazione con annullamento postale

Il timore però che, lasciato incustodito,
il piccolo oratorio possa essere nuovamente profanato costringe le autorità Comunali a disporne l’apertura solo in poche occasioni, come le feste di quartiere che si  svolgono due volte all’anno.

Lavori in corso per i restauri del 1986 presso
l’Oratorio di San Protaso al Lorenteggio

        Blocco di serizzo all’angolo
                 destro della facciata

Voltino della finestra chiusa
sul lato sinistro dell’oratorio

Il pavimento in cotto è stato ripulito con acido e mordente, tassellando la parte da cui è stato rimosso il piccolo altare, posizionato qualche decennio prima, che poco però si intonava con il resto della costruzione.  Si può notare la differenza delle piastrelle utilizzate per il  ripristino della pavimentazione.

Interno Oratorio di San Protaso al Lorenteggio negli
anni ’30, con altare, celebrante ed ex voto

                  Inaugurazione

Il 19 settembre del 1987, con una grande festa di inaugurazione viene finalmente riaperta  al pubblico la “gesetta di’ lusert”, ovvero l’Oratorio di San Protaso al Lorenteggio, tornato al suo antico splendore, ultimo baluardo della storia del quartiere.
Per l’occasione furono anche emessi dei francobolli  commemorativi.

francobolli commemorativi
I restauri dell’Oratorio di San Protaso al Lorenteggio